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"Lo Sconosciuto" Racconto di Anna Bonalumi
Tirava un vento gelido che sferzava il viso e faceva volteggiare i rifiuti a terra. Nora si alzò il bavero del cappotto e accelerò il passo, già
immaginando il tepore che l'attendeva al rientro a casa. Quando svoltò l'angolo della via quasi non si accorse del fagotto sul marciapiede, nel quale stava per inciampare.
Era un uomo arrotolato in una coperta e
Nora ebbe un fremito di paura perchè in quella strada era sola a notte fonda. “Ma di che hai paura Nora? “ si chiese mentre procedeva oltre. “Forse è qualcuno che ha bisogno d’aiuto, torna indietro” e così la
donna fece, ripetendosi nella mente che un medico non poteva fare finta di nulla.
L’uomo si accorse che la donna si era fermata indecisa e pensò tra sé che sarebbe stato meglio se avesse proseguito per la sua strada.
Ogni volta che una persona si mostrava gentile con lui, rivolgendogli la parola o un gesto di gentilezza poi era più difficile rimanere soli ed il freddo si faceva sentire ancora più forte. Erano vent’anni che
conduceva quella vita, errando di quartiere in quartiere, dormendo sulle panchine in estate ed in inverno sulle grate riscaldate della metropolitana, vivacchiando con qualche lavoretto qua’e là che gli permetteva
di non dipendere totalmente dalla bontà altrui.
Amedeo era orgoglioso, un'orgoglio che gli proveniva dalle sue radici nobili, non aveva mai accettato di essere sottomesso da alcuno e aveva deciso di vivere per
strada perché “non ci sto alle regole di questa società” aveva urlato in faccia a suo padre gettandogli addosso le chiavi della casa e della sua automobile un pomeriggio d’estate di tanti anni prima.
Si ricordava bene, Amedeo, cosa significasse vivere nell’agio, ma non sarebbe mai tornato indietro perché la sua libertà non aveva prezzo. Nora si avvicinò e si abbasso verso di lui, sperando che l’uomo
non fosse malintenzionato. Amedeo si voltò e il suo sguardo incrociò quello della donna e per un attimo i due si fissarono: vent’anni svanirono e Amedeo si vide davanti agli occhi una ragazzina di 12 anni
che assisteva allibita all’ennesima sfuriata tra il padre ed il fratello.
Nora tese la mano e fece una carezza a quell’uomo, le venne così spontaneo ma lì per lì non seppe spiegarsene la ragione. Poi gli
chiese se avesse bisogno di qualcosa, una coperta o altro e Amedeo le disse che sarebbe bastato scambiare due parole. E così fecero per diverse sere: la giovane donna si fermava nel tragitto verso casa a
chiacchierare con quello strano uomo, così rude nell’aspetto ma garbato nelle maniere senza sospettare mai di avere davanti suo fratello.
Amedeo fu tentato varie volte di rivelarle la verità, ma rimandava
il momento perché non sapeva come svelarsi, aveva timore di ferire quella donna che aveva così tanta speranza nel domani. Poi una sera Nora arrivò in ritardo e non trovò nessuno ad aspettarla: Amedeo non
c’era più. Il dolore del silenzio l’aveva costretto di nuovo ad andarsene.
Anna Bonalumi
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