Anna Bonalumi
Due locali in affitto

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L’Italia è l’unico Stato europeo nel quale tutti si indebitano per avere una casa di proprietà.
Eppure l’Italia possiede il record delle case sfitte in Europa, il 24% sul totale degli appartamenti, contro una media europea dell'11,8%. È quanto emerge dai dati di Cecodhas, l'organizzazione che riunisce 46 federazioni di associazioni no-profit impegnate nell'alloggiare i cittadini più poveri.
Il dato sugli appartamenti sfitti va visto però in chiave regionale; infatti nel nord è pari al 19% del totale, al centro al 20%, mentre a sud raggiunge il 34%.

Il numero medio di stanze in Europa è di 3,6 per appartamento, per una superficie media complessiva di 76,5 metri quadrati. Gli irlandesi sono quelli che in Europa hanno più stanze, 5,2 per casa, l'Italia invece ne ha in media 2-3.
Il 37,6% delle abitazioni europee è stato costruito tra il 1945 e il 1970. Il 69% degli europei vive in una casa di proprietà.
Gli alloggi a equo canone sono invece il 10,1%. Il paese con il più alto numero di affitti sociali è l'Olanda, dove rappresentano il 35% del totale nazionale. La casa incide sul bilancio familiare per il 26% del reddito in Belgio, mentre a Malta pesa per l'8,4%.
In Italia è al 24,7%. Il canone medio europeo è di 200 euro al mese. Quello degli affitti è un mercato che in Europa muove in media 3 miliardi e 600 milioni di euro all'anno.

Fin dai tempi della preistoria l'uomo ha avuto il bisogno di esprimersi attraverso segni e forme, l'arte appunto, disciplina che è stata coltivata nei secoli e che si è evoluta in molteplici forme. Attraverso codici di volta in volta differenti, ha raccontato la storia dei sentimenti: dalle incisioni rupestri alla Gioconda, dai visi scomposti di Picasso alla fotografia.
L'arte più pratica, l'architettura, nasce come necessità di difendere l'uomo dalla natura, e nel tempo ha assunto il compito di modellare ciò che lo circonda, costruendo l'immagine dei luoghi e insieme l'immagine dello spirito umano.
Il bisogno di costruire semplici ripari da parte dell'uomo preistorico si è poi sviluppato nel desiderio di costruire qualcosa che, oltre a essere funzionale, fosse anche bello.
Il progresso ha poi consentito di utilizzare nuovi materiali e di creare strutture veramente ardite. Ma oggi l’architettura ha sostituito altre forme d’arte espressiva? E la motivazione risiede solamente nella maggior quantità di potere che hanno gli architetti, in quanto capaci di orientare le scelte urbanistiche delle metropoli?

Scriveva Heidegger: “L’architettura è arte perchè poetare ed abitare sono in una connessione inscindibile". Ma con la crescente industrializzazione non abbiamo forse perso il significato dell’abitare stesso? Non stiamo marciando verso una totale cementificazione delle nostre città?

Dott.ssa Anna Bonalumi

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